R.A.M. 2011 giovani artisti a Ravenna | Abecedario della storia sotto il tappeto
CACO3 | Vincitore Mosaico
SCACCO MATTO
di Maria Rita Bentini
Con una mossa a sorpresa Aniko Ferreira da Silva, Giuseppe Donnaloia e Pavlos Mavromatidis
(all’insegna di CaCO3, dal 2006, i tre artisti hanno legato i diversi percorsi individuali con
un’assoluta unità di intenti) si confrontano col tema e fanno della distanza un vantaggio.
La purezza della loro ricerca analitica si è affinata in questi pochi anni sul terreno della forma,
e il mosaico è apparso fin dagli inizi una superficie dalle possibilità illimitate, spazio puro
di aggetti e andamenti condotti con precisione millimetrica. Un approccio che ha portato
nuovi termini di misura e metodi compositivi originali nello statico universo ravennate: opere
rigorosamente monocrome, in cui la tensione formale dell’elemento tessera—una sequenza
di sottili giavellotti incuneati nella superficie—si trasforma in magico avvenimento della luce,
della materia, dei volumi. Col risultato di una sospensione visiva che sfugge ai confini della
rappresentazione o scongiura quelli della decorazione, e opta piuttosto per una dimensione
percettiva simultanea, un campo totale attraversato da flussi di energia, in cui profondità,
superficie, colore, luminosità diventano all’unisono un Movimento, oppure una sua variazione.
L’invito a confrontarsi con l’identità nascosta di Ravenna (una città in cui una di loro è nata
ma che tutti e tre hanno scelto per formazione artistica), mettersi alla ricerca di un frammento
occultato della sua storia per esprimerlo con un nuovo lavoro, ha introdotto elementi estranei
nell’alchimia collaudata del linguaggio di CaCO3.
Essere quadrato/essere rosso è il risultato di questa relazione specifica. Un nitido quadrato
nero si stacca dalla durezza lucida dell’angolo retto, la cornice, mentre all’interno di essa
l’arabesco iperbolico e duttile degli andamenti musivi crea un moto ondoso. La massa
vorticosa è agitata dalla luce - le tessere disposte a dente di lupo alternano superfici
specchianti all’opacità del recto - , ma la stabilità, il peso, la fermezza del sistema “ad
quadratum” vi si oppone. Esoterismo e cabala rimandano ad un’immagine lontana, il tempio
di Salomone, compasso e squadra ne hanno costruito la perfetta misura.
Poco distante un piccolo corpo rosso trimensionale, la cui forma organica non possiede il
rigore della geometria, ectoplasma carico di energia che si oppone (o forse no) alla dismisura
del grande quadrato. La perfetta tenuta formale del linguaggio musivo porta la tensione tra i
due elementi (geometria vs organicità) , tra le diverse materie (calcare nero vs smalti rossi),
tra le diverse forze (centripeta vs centrifuga), al diapason.
Che la “città del silenzio” evocata da D’Annunzio sia stata e sia a tutt’oggi la sede di un’
importante loggia massonica non è forse un tassello nascosto di una storia comune che ci
deve interrogare? Che la stessa città sia parte di un territorio in cui la forza del socialismo
ha affermato valori di solidarietà e partecipazione, ma nel quale lo scolorimento degli ideali
ha anche portato esperienze di segno opposto, non è un’altro punto di domanda?
La libertà dello sguardo di CaCO3 non si ferma ad evocare El Lisitskij (Batti il bianco col cuneo
rosso, 1920). Con la forza del linguaggio compie uno scandaglio dalla superficie alla profondità
e centra l’obbiettivo. Con lucidità mette a nudo i poteri che regolano le nostre vite
e, seducendo, graffia.
Curriculum
Il collettivo CaCO3 nasce nel 2006 su iniziativa di Âniko Ferreira da Silva (Ravenna, Italia,
1976), Giuseppe Donnaloia (Martina Franca, Italia, 1976) e Pavlos Mavromatidis (Kavala,
Grecia, 1979). Dopo la formazione presso la “Scuola per il Restauro del Mosaico” di Ravenna,
i tre artisti si avvicinano con curiosità al linguaggio musivo. Nel 2011 il Mar—Museo d’Arte
della città di Ravenna—acquisisce l’opera Movimento n14 per la Collezione dei Mosaici
Contemporanei. Fra le principali esposizioni del gruppo si ricordano: nel 2011 After after
presso Artgallery NiArt a Ravenna; nel 2010 Architettura e mosaico all’ Artplay di Mosca
(Russia); Tessere in musica al Museo Nazionale (Ra); Bibliomosaico presso la Biblioteca
municipale di Paray le Monial (Francia); nel 2009 L’organico inorganico al Museo Nazionale
(Ra) e come gruppo segnalato per la sezione mosaico di Ram 2009 espone presso le Artificerie
Almagià di Ravenna.
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