R.A.M. 2011 giovani artisti a Ravenna | Abecedario della storia sotto il tappeto
Emilio Macchia | Vincitore Grafica
RITRATTI RIEMERSI
di Claudio Musso
Non era nelle intenzioni iniziali dell’artista e del curatore la volontà di apparentarsi alle
innumerevoli occasioni di celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Al termine
dell’elaborazione del progetto, però, si è palesato un ponte tra il genetliaco della Patria
e l’accadimento a cui si è deciso di rivolgere l’attenzione.
Tra le fonti di ricerca che hanno guidato l’indagine propedeutica, un ruolo centrale assume
un testo di Claudia Bassi Angelini dedicato ad una setta rivoluzionaria di stanza in area
romagnola nella seconda metà dell’Ottocento. Proprio in quel periodo contraddittorio, negli
anni immediatamente successivi al fatidico 1861, tra le numerose compagini terroristiche
germinate dalla invivibile condizione sociale raggiunge gli onori delle cronache nazionali
la setta detta degli “Accoltellatori”.
Un ricordo per lo più assente dalla storia della città di Ravenna, un tratto distintivo della
tradizione locale quasi scomparso. Allora il sentimento contestatore di tali gruppi veniva
spiegato all’opinione pubblica invocando la “cattiva indole” del popolo ravennate e irridendone
la passione politica. Oggi la storia è stata pressoché dimenticata, conservata in volumi
raramente avvicinati e ancora una volta è compito dell’artista farla rivivere, riportarla sotto
gli occhi di tutti. Ritornare a confrontarsi con fatti e vicende che hanno segnato un luogo
significa necessariamente riconsegnare una memoria occulta, sommersa. Il passato disciolto
e scolorito sotto la coltre del tempo ri-emerge per costituirsi parte integrante di un processo
di ricomposizione dell’identità.
Emilio Macchia ingloba nelle maglie della sua ricerca grafica (da intendersi nell’ampio
significato etimologico di aderente alla scrittura, dal greco graph-ikòs) il desiderio
di realizzare dei ri-tratti di alcuni componenti della setta degli Accoltellatori.
Le rappresentazioni, asciugate da qualsiasi riferimento descrittivo e figurativo, assumono
la forma di necrologi, ricalcandone il modello compositivo e prelevandone il sistema
tipografico. L’operazione non si limita alle pareti e agli ambienti “chiusi” del museo,
piuttosto secondo un criterio di esposizione pubblica, viene veicolata attraverso un canale
di comunicazione allargato e disseminata nello spazio urbano. L’episodio storiografico viene
riconsegnato alla cittadinanza con il duplice intento di creare il riflesso di una narrazione
perduta e di aprire uno spiraglio per la riappropriazione della storia sociale.
In parallelo a questo intervento, Macchia lavora alla realizzazione—in qualità di regista—
di un progetto editoriale teso non solo a riportare alla luce la vicenda degli Accoltellatori,
ma a proporne un’analisi trasversale. In questo senso l’artista spinge il suo ruolo al
superamento della fase produttiva, si pone come motore e centro propulsivo di un’azione
in fieri che presuppone la presenza di figure provenienti da ambiti diversi (dalla storia alla
critica d’arte, dall’antropologia all’iconografia) riunite per il raggiungimento di un fine
comune: combattere l’oblio.
Curriculum
Nato a Ravenna nel 1982. Vive e lavora tra Rotterdam e Maastricht. Diplomato all'ISIA
(Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) di Urbino, è ricercatore presso il Dipartimento
di Design alla Jan van Eyck Academie di Maastricht in cui svolge un progetto di ricerca
relativo al fenomeno dell'editoria clandestina in Olanda durante la seconda guerra mondiale.
Parallelamente all'attività di ricerca si occupa di progettazione grafica per l'editoria, di identità
e comunicazione visiva per eventi culturali. Dal 2010 è art director del Lucca Photo Festival.
Tiene workshop e conferenze in Italia e all'estero. Alcuni suoi progetti sono stati esposti
presso: PrintRoom Rotterdam, Amsterdam zine Jam, padiglione italiano al Budapest design
week, Triennale di Milano, Centro Arti Visive di Pesaro, Palazzo Ducale di Urbino, Between
Gallery London, Wilde Boeken Markt Rotterdam, Ninapì Ravenna, Limitazioni Temporanne
Milano e Dizajner ili univerzalni vojnik Belgrado.
Emilio Macchia nell'Archivio - qui -





