R.A.M. 2011 giovani artisti a Ravenna | Abecedario della storia sotto il tappeto

Silvia Naddeo | Vincitrice Mosaico

PLATONE, PIADINE E PALUDI

di Sabina Ghinassi

Che relazione ha con l’ identità rimossa di Ravenna una piadina, certo in mosaico, ma pur
sempre una piadina? Nessuna, in apparenza.
La piadina è un topos assai poco rimosso e ormai assunto all’Olimpo degli street foods
internazionali, emblema di una supposta romagnolitas ravennate insieme al liscio delle balere,
al portacenere con le colombine, all’Adriatico e agli Happy Hours similcaliforniani con vocalist
urlante e bionda sintetica in tacchi 12 su sabbia. Non avrebbe alcuna relazione
se l’autrice non fosse Silvia Naddeo, interprete di un linguaggio nel quale il mosaico diventa
un medium affettivo ed emozionale per restituire all’obsoleto un candore perduto,
un’innocenza quasi infantile. I suoi lavori hanno lo stesso senso delle madeleines di Proust
o della zucca della Fata Smemorina di Cenerentola. Ecco, Silvia ha questa potenza con il
mosaico, una potenza dolce ed evanescente ma rigorosa e deliberata al tempo stesso.
L’ha avuta nella carotona gigante piombata da qualche pianeta popolato da superconigli
gentili, l’ha avuta nella tenerezza del picnic byroniano a base di te e pasticcini e la possiede
adesso in questa piadina: squacquerone e rucola, preziosa e povera, da mangiare con grazia
sbrodolandosi un pochino. Da assaporare lentamente facendo attenzione che il ripieno non
esca e cada per terra, riflettendoci sopra, prendendosi tempo a sufficienza.
Silvia lavora sul cibo attraverso il mosaico e lo fa non tanto citando la pop art, ma recuperando
uno sguardo in qualche modo non secolarizzato e profondo, che affonda soprattutto in
elementi semplici ma densi di rimandi. Le sue sono trasfigurazioni delicate, piccole offerte
votive a un’ara sacra tutta contemporanea dedicata a un Dio diffuso, non specificato,
ma potentemente presente.
E questa piadina, spartana di tessere lapidee fuori, bizantina di vetri dentro, ci racconta
l’armonica convivenza di opposti, di bianco e nero, di misero e ricco, l’unico equilibrio della
bellezza vera, al di là delle ombre platoniche e delle quinte paludanti che caliamo abilmente
per rimuovere i nostri limiti, le storie scomode e la nostra reale identità. Che forse è bella,
a guardarla dalla prospettiva di Silvia, ma certo diversa da come ce la raccontiamo.

Curriculum

 

È nata a Roma nel 1984, dove ha studiato Discipline Pittoriche presso l'ISA Roma 2, scoprendo
la passione per il mosaico che l'ha portata a proseguire gli studi artistici legati al mosaico
contemporaneo a Ravenna, presso l'Accademia di Belle Arti. Si è laureata col massimo dei
voti e ha completato la sua formazione col Biennio Specialistico di Mosaico. Nel 2010 ha vinto
il Premio Nazionale delle Arti (sezione Decorazione) con l'opera musiva Eat Meet, assegnato
da una prestigiosa giuria presieduta da Anna Mattirolo, Direttrice del MAXXI Arte, Roma.
Vive e lavora a Ravenna.

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